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Versione: 1.0
(Aprile, 2007)

Andrea De Gregorio - Il Re del Vesuvio.

di Vincenzo Lamberti - pubblicato su Metropolis il 4 settembre 2002.

Sotto: Andrea De Gregorio sul posto di lavoro

Andrea De GregorioErcolano. "Lo so cosa vorrebbe chiedermi: ma il Vesuvio e' tranquillo ?". Non e' uno scienziato, Andrea De Gregorio, quasi settanta anni e per trentanove di questi custode della seggiovia. La domanda gliela fanno tutti quelli che si trovano a passare dalle sue parti. Un piccolo chiosco a circa 780 metri sul livello del mare, in linea d'aria quasi 500 metri dalla bocca del Vesuvio. In quel chiosco in cui trovano rifugio i turisti che ogni giorno affollano il cratere gli dissero che sarebbe dovuto rimanere per pochi mesi. "Due anni al massimo"; ricorda De Gregorio, capelli bianchi, vocione tonante ed una padronanza di lingue straniere da far impallidire la piu' brava delle studentesse universitarie.
Da lui, da chi ormai da mezzo secolo convive con il gigante che turba il sonno di 700 mila persone nella provincia di Napoli, turisti e residenti vogliono risposte. Quasi fosse un oracolo, non c'e' essere umano che dopo aver chiesto una bibita o comprato un gadget, non gli sussurri quasi a bassa voce: "Ma il Vesuvio e' tranquillo ?". Il vulcano, Andrea De Gregorio lo conosce bene: lui c'era quando la vecchia funicolare che partiva a poche centinaia di metri da dove ha stabilito la sua nuova attivita' si trasformo' in seggiovia.
Per trentanove anni, ha visto partire e arrivare le cabine che sorvolavano il pendio del vecchio vulcano. C'era quando nella notte del 17 settembre del 1984 un fulmine colpi' un cavo mettendola fuori uso. C'era anche quando i tecnici ne decretarono lo stop. "Per valutare i danni" dissero nel gergo burocratese. "Mi sistemarono in questo chiosco in attesa della ripartenza della struttura" ricorda De Gregorio. Ma i giorni passarono, lenti e inesorabili. Quei giorni che, poi, divennero in fretta anni: nel 1991 la seggiovia passo' nelle mani della Regione Campania: "Mi dissero che in due anni tutto sarebbe ritornato come prima" ricorda De Gregorio. Che aggiunge: "Quei due anni sono diventati 11...". Il 26 luglio di quest'anno ha festeggiato cinquant'anni di attivita' alle falde del Vesuvio. Mezzo secolo di salite dalla sua Torre del Greco alla stazione della seggiovia prima ed al chiosco poi.
Curve che conosce a memoria, accompagnato dalla figlia, primogenita di un nucleo familiare unito e legato: oggi, De Gregorio incontra i turisti a cui spiega con la sua simpatia e il suo inglese perfetto i segreti di quel vulcano che conosce e che fa parte della sua vita, quasi come un prezioso compagno di lavoro. Sette anni fa, un infarto lo colse mentre si trovava al lavoro. Ma De Gregorio e' uno di quelli dalla tempra forte, uno che ha visto l'eruzione del Vesuvio nel '44. Oggi e' li', come al solito: ma ha un sogno che sembra quasi diventare una sfida. "Vorrei rivedere la seggiovia ripartire: gli ambientalisti dicono che esiste un problema di impatto ambientale. Ma nel 1880 Napoli divenne famosa nel mondo per la funicolare, ricorda senza nascondere la vena polemica, il guardiano del vesuvio. Ma, mi facciano capire - continua Andrea De Gregorio - non sono piu' dannosi per l'ambiente, 100 pullman che arrivano ogni giorno a quota mille ? E una seggiovia che porti i turisti direttamente sul vulcano, che problemi puo' comportare ?"